Tradizione della concia campana. Le origini e la storia.

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La tradizione della concia campana ha origini antichissime che risalgono alla preistoria, legate inscindibilmente con l’attività pastorale dei luoghi.

La tradizione della concia campana ha il suo punto di origine a Solofra in provincia di Avellino, un luogo ricco di vegetazione e di piante come il castagno e il noce che, nei loro legni e cortecce, contengono il tannino, una particolare sostanza chimica che ha la proprietà di combinarsi alle proteine della pelle animale per garantirne la conservazione e la non putrefazione.

Il tannino si rivelerà ben presto elemento insostituibile per la concia naturale delle pelli.

Inizialmente la concia si praticava in modo rudimentale utilizzando fosse a cielo aperto.

Le vicende storiche fecero sì che la concia delle pelli divenisse sempre più richiesta con la produzione di oro-pelli durante il periodo della Repubblica Marinara di Amalfi o con la produzione di calzature e accessori in pelle durante il periodo degli Aragonesi quando il commercio si aprì anche verso altri mercati esteri.

La concia artigianale delle pelli nel Cinquecento rappresenta una realtà molto diffusa e importante nelle terre della Campania, anche se nei secoli successivi subisce forti involuzioni per mancanza di strutture moderne e di organizzazione aziendale fino a dover ridursi drasticamente durante la Rivoluzione Napoletana del 1799.

tradizione della concia campana

Oggi la concia campana e italiana è considerata leader mondiale in quanto vanta di un elevato sviluppo tecnologico e qualitativo senza mai perdere d’occhio l’artigianalità e l’impegno ambientale nell’utilizzo di prodotti naturali.

Dal punto di vista della qualità il prodotto conciario campano è considerato al top e punto di riferimento per l’utilizzo e la creazione di prodotti luxury chic di tutto il mondo.